di Gene Gnocchi

Rassegna di teatro di pensiero e di comicità, in collaborazione con la Provincia di Pavia
II° edizione
PREZZIBiglietto Settori 1,2,3,4 euro 24
Settore 5 euro 13
Settore 6 euro 7
Abbonamento a 5 spettacoli Settori 1,2,3,4 euro 80
Abbonamento a 5 spettacoli IV° ordine euro 50
CALENDARIO Campagna abbonamenti: da martedì 25 novembre 2008
Vendita dei biglietti: da 15 dicembre 2008
ORARI DI BIGLIETTERIADa lunedì a sabato dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19
Biglietteria tel. 0382/371214
www.teatrofraschini.it
Mercoledì 28 gennaio 2009, ore 21ITC 2000
presenta
GENE GNOCCHIin
COSE CHE MI SONO CAPITATE
scritto da Eugenio Ghiozzi e Francesco Freyrie
con la collaborazione di Ugo Cornia
scene Fabrizio Palla
luci Arnaldo Ruota
regia di
Massimo Navoneufficio stampa Alessandra Tagliabue
organizzazione Paola Simone
fonico Massimo Nardinocchi
datore luci Claudio Tappi
Dopo un consulto medico e il susseguente esame diagnostico eseguito da lui medesimo, un anziano individuo della middle-up-class riceve un responso inquietante: lui sta benissimo ma nella sua vita si è sempre tenuto tutto dentro. Non ha mai esternato nessuna emozione, alcun sentimento. Rileggendo col pubblico quella lastra grigia si accorge che la sua vita è caratterizzata da piccole cose, minuzie facezie, il baluginìo della squama di un cefalo, il rumore del vento che si incanala tra i dirupi, quella volta che entrando in un autolavaggio fu rapito dalla mafia, quell’altra volta che Sarkozy al telefono gli affidò una missione impossibile, l’altra volta ancora che partecipando al concorso di bellezza per l’uomo più bello del mondo si rese conto che i partecipanti erano solo due, lui e il suo gemello bello.
Con questo spettacolo
Gene Gnocchi – facendo finta di ripercorrere asetticamente un’esistenza – in realtà mette a nudo e risolve il dilemma fondamentale della vita quotidiana: è meglio mangiare prima e poi andare a teatro o prima andare a teatro e mangiare dopo?
Di cosa sono fatte le vite delle persone normali? Di grandi avvenimenti, scelte fuori del comune, gesta eroiche? Piuttosto da un reticolo di piccole azioni quotidiane, reiterate, apparentemente insignificanti. E dietro a questa sequenza, a queste ripetizioni, si può intuire un senso più profondo dell’esistenza, o sono puro sintomo di una potenziale follia che serpeggia dentro di noi?
Il personaggio immaginato da
Gene Gnocchi si costruisce proprio intorno a questo ‘dilemma’, ed è sostenuto da una maniacale attitudine: quella di annotare minuziosamente su carta tutti gli avvenimenti, anche i più insignificanti, della propria vita. Cercando di organizzare i ricordi attraverso un’improbabile catalogazione, (ad esempio ‘volte che sono andato a lavare la macchina’, ‘tagli di capelli’, ‘volte che sono stato rapito dalla mafia’ ecc), si ritrova a raccontare storie surreali, costruite dall’accostamento paradossale di frammenti di realtà. Fin dalle prime prove non ho potuto fare a meno di pensare a certi racconti di Borges fitti di citazioni, rimandi ossessivi, molteplici specularità . Ed è stata l’immagine della sua famosa ‘biblioteca infinita’ a guidarci nella ricerca della soluzione scenografica per lo spettacolo: una torre di carte e faldoni da archivio che immaginiamo perdersi nelle altezze del cielo.
Intorno e dentro a questa fragile costruzione, proiezione visiva della sua mente, si svolge la frenetica attività del protagonista: ricordare, ricostruire, riannodare? O piuttosto, come un Estragone Beckettiano dei nostri giorni il nostro personaggio semplicemente inventa, fantastica, strappa risate, per riempire un vuoto che rischia ad ogni minuto di diventare voragine.
Massimo Navone GENE GNOCCHI Dopo la laurea in Giurisprudenza e gli esordi allo Zelig di Milano, ha affiancato alla carriera di comico e conduttore televisivo quella teatrale: protagonista dal 1995 di “Tutta questa struttura è suscettibile di modifica", regia di Antonio Syxty, scritto da Eugenio Ghiozzi, Auro Della Giustina e Marco Posani; nel 1996 "Decathlon", regia di Daniel Sala, scritto da Francesco Freyrie da un’idea di Eugenio Ghiozzi; nel 1998 "Santo Sannazzaro fa una roba sua", regia di Daniele Sala, scritto da Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi; nel 2000 "La responsabilità civile dei bidelli durante il periodo estivo", regia di Asatiani Karmov, scritto da Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi; nel 2003 "La Constatazione amichevole nei tamponamenti tra mietitrebbie", regia di Gerad Livon, scritto da Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi; nel 2005 con "La neve e l'arte di scioglierla senza farla bollire", scritto da Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi.
FRANCESCO FREYRIEScrittore, autore teatrale e televisivo, negli anni ottanta è stato caporedattore di "Mongolfiera" settimanale bolognese di cultura e spettacolo che raccoglieva tra i suoi collaboratori Franco Berardi, Pino Cacucci e Daniele Brolli. Nel 1989 ha cominciato la sua carriera di autore teatrale dando il via al suo sodalizio con il regista Daniele Sala. Autore storico di Gene Gnocchi scrive con lui per il teatro "La neve e l'arte di scioglierla senza farla bollire" (2005), "La costatazione amichevole nei tamponamenti tra mietitrebbia" (2003) e "La responsabilità civile dei bidelli durante il periodo estivo" (2000). In televisione è autore di vari programmi tra i quali "Meteore" (Italia 1 -1998), "Dillo a Wally" (Italia 1 - 1997), "Quelli che il calcio" (Rai 2 - Stagione 2000 - 2006), " La Grande Notte " (Rai 2 - 2004), "Artù" (Rai2 - 2007/8).
UGO CORNIALaureato in Filosofia a Bologna, ha insegnato Lettere e Filosofia, ed è attualmente insegnante di sostegno.
Ha iniziato a scrivere frequentando Ermanno Cavazzoni all'Università di Bologna, Gianni Celati, Daniele Benati e Maurizio Salabelle della rivista "Il Semplice", sulla quale ha pubblicato alcuni racconti.
Tra i libri pubblicati: " Sulla felicità a oltranza" (1999), "Le pratiche del disgusto" (2007), "Sulle tristezze e i ragionamenti" (2008) e "Le storie di mia zia (e di altri parenti)" (2008).