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OLTRE IL PALCOSCENICO 2008/2009

di Paolo Zenoni e Giorgio Galli

PROVINCIA DI PAVIA
Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali


OLTRE IL PALCOSCENICO 2008/2009 - TEATRO FRASCHINI di PAVIA

Lunedì 24 novembre 2008 ORE 21.00
APPI- Associazione Piccoli Palcoscenici italiani
NON TI RICORDI QUEL MESE DI APRILE…?
Memoria teatrale della Grande Guerra.

Testo di Paolo Zenoni con la collaborazione di Giorgio Galli

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti



Coabitavano più Italie nella società nazionale del periodo immediatamente precedente allo scoppio della Grande Guerra: un’Italia irredentista, che vedeva in questa opportunità l’occasione della conclusione dell’epopea risorgimentale e che si abbeverava al principio dei “sacri confini”; ce n’era un’altra, invece, fieramente contraria all’intervento per ragioni politico-umanitarie; ce n’era poi una terza: un’avanguardia culturale ed artistica che vedeva nella guerra, qualunque essa fosse, la celebrazione dei nuovi valori della modernità, che parlava del conflitto come “igiene del mondo”; c’erano inoltre i dannunziani, nostalgici dei valori cui il post-Risorgimento e l’unità nazionale attribuivano ormai solo spessore retorico; c’era chi cercava “la bella morte”; e c’erano infine masse inconsapevoli che non erano né favorevoli né contrarie all’entrata in guerra, perché sostanzialmente non ne capivano né le motivazioni, né i rischi, né i vantaggi eventuali. Questi ultimi percepivano essenzialmente la violenza che li costringeva ad abbandonare le proprie famiglie e i propri mestieri per mettere in gioco la loro vita, in nome di principi da loro distanti e per loro, vessati da altri problemi, incomprensibili.

Queste Italie, tutte queste Italie, però, partirono per il fronte: una intera generazione sulla quale si stese il sudario della morte, che non è mai così “bella”, della sofferenza, della lontananza; uomini che non tornarono o che, se lo fecero, non furono più gli stessi, perché avevano visto ciò che prima non si conosceva: l’intero mondo in guerra.

“…non ti ricordi quel mese d’aprile?...” cerca di dare conto di queste Italie che partirono e che solo in parte tornarono; dei loro pensieri, paure, mutamenti; dell’orrore e della vergogna; della speranza e della stanchezza; del rapporto con chi restava e con se stessi.