Sabato 31 gennaio 2009, ore 21
Domenica 1 febbraio 2009, ore 15.00 ( Teatro per noi)
InScena Produzione Spettacoli
Compagnia Corrado Abbati
AL CAVALLINO BIANCO
Operetta in 3 atti di Hans Müller e Erik Charell
Musiche di Ralph Benatzky
Edizioni Suvini-Zerboni, Milano
Compagnia Corrado Abbati
Nuova Produzione
Allestimenti dell’Ente Lirico Teatro G. Verdi Trieste
Adattamento di Corrado Abbati
Coreografie di Giada Bardelli
Direzione musicale Marco Fiorini
Regia di Corrado Abbati
personaggi e interpreti
Gioseffa, ostessa del Cavallino Bianco Antonella Degasperi
Leopoldo, primo cameriere Carlo Monopoli
Giovanni Pesamenole, industriale Corrado Abbati
Ottilia, sua figlia Francesca Dulio
Giorgio Bellati, avvocato Mattia Lanteri
Sigismondo Cogoli Gabriele Bonsignori
Prof. Hinzelmann, studioso Fabrizio Macciantelli
Claretta, sua figlia Raffaella Montini
Rudi, cameriere Roberto Riganello
Franz, cameriere Andrea Roccella
L’Arciduca Fabrizio Macciantelli
Katy, postina Francesca Araldi
turisti, ospiti dell’albergo, stallieri e cameriere
Matteo Catalini, Lucia Antinori, Francesca Araldi, Lucrezia Bencivenga, Salvatore Loritto, Paola Lauro, Elisa Mazzoli, Silvia Chizzolini
Corpo di Ballo e Complessi Tecnici di InScena
Organizzatore generale Stefano Maccarini
Assistente alla regia Pierpaolo Zoni
Assistente ai costumi Giorgia Berceli, Elisa Torricelli
Assistente alle scene Francesca Ghinelli
Acconciature e cappelli Luca Dall’Alpi
Amministrazione Sara Valcavi
Durata 2 ore circa
Austria. Lago di S. Wolfgang. Nell’Hotel “Al Cavallino Bianco”, complice l’amenità del luogo di villeggiatura, si realizzano desideri celati e si ordiscono tresche amorose.
Il primo cameriere Leopoldo ama, non ricambiato, la bella proprietaria Gioseffa. Quest’ultima non ha attenzioni che per un giovane villeggiante italiano, l’avvocato Giorgio Bellati.
Arrivano all’Hotel un ricco industriale e la figlia, Zanetto Pesamenole e Ottilia, per ritemprarsi da una causa perdente con un certo Cogoli, industriale padovano. Il cameriere Leopoldo intuisce che tra l’avvocato Bellati ed Ottilia potrebbe nascere una storia, si mette in mezzo per distogliere l’avvocato dalla sua Gioseffa e organizza un incontro tra i due: scoperto da Gioseffa, viene immediatamente licenziato e lascia disperato l’albergo. Nel frattempo Cogoli manda al Cavallino Bianco suo figlio Sigismondo con la speranza di fidanzarlo con Ottilia e con il matrimonio annullare la causa con Pesamenole. Invece Sigismondo, molto affettato e snob, si innamora di una povera giovanetta, Clara, in vacanza con il padre, il professor Hinzelmann. Nel bel mezzo di tutta questa girandola amorosa, arriva sul lago l’Arciduca. Leopoldo riesce ad ottenere che questo nobile personaggio trascorra una notte all’Hotel e per ricambiare questo suo favore, Gioseffa lo riassume. Per accogliere degnamente l’Arciduca viene organizzata una festa. Il nobile consiglia Gioseffa di non guardar lontano ma di accogliere le profferte amorose più vicine e sincere di Leopoldo. Le coppie, in conclusione, si formano sotto i migliori auspici: Sigismondo e Claretta, Bellati e Ottilia, Leopoldo e Gioseffa. Anche il processo avrà un lieto fine, con buona pace per Zanetto Pesamenole.
Al Cavallino Bianco è forse una delle operette più popolari in assoluto, che da molti anni richiama nei teatri di tutta Europa un pubblico festoso e soprattutto numeroso. Una delle possibili motivazioni riguarda la curiosa vicenda legata alla composizione musicale. Infatti la partitura, pur firmata dal noto autore di canzoni Ralph Benatzky, in realtà è stata scritta da ben cinque musicisti, che hanno infuso nell’opera quella carica di energia e brio superiore alle altre. Il testo, che traeva spunto da una satira sulla villeggiatura che imperversava già con successo in teatro, uscì dalla doppia penna esperta di Erich Charell e Hans Müller, insieme alla collaborazione di Robert Gilbert per quanto riguarda la scrittura delle parole cantate, inventori tutti di uno spettacolo che prese la forma dell’operetta-rivista.
Al Cavallino Bianco debuttò così a Berlino nel novembre del 1930 e il successo non si fece attendere. Oggi Corrado Abbati, fedele al suo operato artistico, ci conferma, anche in questa edizione, la sua capacità di costruire una commedia dagli ingranaggi perfetti, nella commistione di recitazione, canto e ballo. E “Al Cavallino Bianco”, torna ad essere ancora una volta lo spettacolo ever green per antonomasia, l’hotel più bel, il dolce asilo che invita a farci godere la vita.