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5 FEB 2012
Michelina
di Edoardo Erba

Commedia con musiche
di Edoardo Erba
con Maria Amelia Monti, Franco Castellano
regia di Alessandro Benvenuti

TRAMA

Lo spettacolo nasce dalla penna di Edoardo Erba, avrà come interpreti  Maria Amelia Monti e Franco Castellano, la regia di Alessandro Benvenuti.

Edoardo Erba è stato recentemente definito il più prolifico autore teatrale italiano: in questa stagione ci sono ben cinque suoi titoli (novità e riprese) in giro per teatri. Michelina è una novità, cucita addosso alla moglie-mattatrice delle scene brillanti teatrali.

Ci troviamo alla fine degli anni’40, nelle distese della Lomellina. Una giovane mondina viene strappata al lavoro dei campi e catapultata, non certo per vocazione, verso un avvenire di lustrini e paillette da un cantante rimasto senza la sua stellina d’avanspettacolo, che tira a campare girando per balere; la giovane abbandona  un lavoro ingrato grazie a questo incontro del tutto occasionale con  Arturo mentre quest’ultimo rimane bloccato per un guasto alla macchina proprio nei campi delle risaie.

In parallelo si incrocia un’altra storia:  il cardinale Dorigo vuole proclamare santa una monaca, tal Ercolina, autrice di un solo miracolo, ed è alla ricerca di un terzo prodigio per beatificarla. Unica testimonianza possibile è quella di Michelina, che potrebbe averla invocata e aver ottenuto la salvezza di un fratello emigrato in Argentina. Il Cardinale si presenta dunque insieme al suo seguito ecclesiastico nel teatrino di varietà dove si esibisce Michelina. Colpo di scena: il Cardinale e la ragazza si innamorano. Da questo momento iniziano una serie di equivoci che porteranno i due malcapitati, come nella migliore tradizione della commedia, ad un irrinunciabile lieto fine con l’amore trionfante.

Ne vien fuori un quadro che ritrae un’Italia d’altri tempi, povera ma bella, un po’ ingenua, sicuramente affamata, ancora prevalentemente contadina e dominata dalla Chiesa. Il testo, una commedia musicale ispirata alla commedia all’italiana del cinema del dopoguerra, con toni umoristici e a tratti surreali, ha il dono della “leggerezza” e  riesce a restituirci il sapore di un’epoca, essendo impreziosita dalle canzoni di Federico Odling (compositore e violoncellista) che risultano un valore aggiunto di  commento narrativo ai personaggi, fondendosi perfettamente alla prosa.

 

Protagonista una scatenata Maria Amelia Monti, efficace nel rendere un personaggio in bilico tra semplicità e astuzia. Al suo fianco un brillante ed ironico Giampiero Ingrassia, perfettamente a proprio agio nella parte del cantante da strapazzo.

Il pubblico si lascia condurre volentieri entro questa storia senza un minimo di imbarazzo per  il gioco di contrapposizione tra varietà e Vaticano.

La regia di Alessandro Benvenuti infonde in tutto lo spettacolo ritmo e giocosità;  la  scena è costruita intorno all’elemento del sipario rosso e oro che svela, di volta in volta, gli ambienti in cui si svolge la vicenda, la campagna, la magione ecclesiastica, lo sgangherato teatro di provincia.

Come scrive l’autore assistiamo ad uno spettacolo che è “un risultato profondamente italiano, che pesca nelle nostre radici e oggi, nel momento in cui l’identità collettiva vacilla, è importante ricordare che ce le abbiamo.”