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17 MAG 2012
Mia figlia vuole portare il velo
di Sabina Negri
di Sabina Negri
regia Lorenzo Loris
con Caterina Vertova e Alice Torriani
apparizione in video di Alessandro Haber
musiche a cura di Didier de Cottignies
scena Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
progetto visivo Dimitris Statiris
luci e fonica Alessandro Canali
produzione Fondazione Teatro Fraschini di Pavia e Teatro Out Off

Debutta in prima nazionale al Teatro Fraschini di Pavia lo spettacolo di prosa "Mia figlia vuole portare il velo", mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 21 (repliche: giovedì 1 e venerdì 2 dicembre). Il testo di Sabina Negri è messo in scena da Lorenzo Loris che ha di recente ottenuto il Premio della Critica.

Con questo spettacolo il Teatro Fraschini inaugura un nuovo percorso dedicato alla produzione teatrale, e lo fa al fianco del Teatro Out Off di Milano, uno dei teatri d'innovazione più interessanti del panorama nazionale, che festeggia proprio quest'anno i venticinque anni d'attività.


Parigi. Jasmine ha venticinque anni e sta per laurearsi in medicina. Fatima, sua madre, intenta nei preparativi per festeggiare questo importante traguardo, scopre che, il giorno dopo, la ragazza si presenterà all'appuntamento velata, come vuole la tradizione mussulmana. A Fatima crolla il mondo addosso: maschera a fatica la delusione, non può per sua etica personale proibire alla figlia quella che è una libera scelta, chiama in causa l'ex marito, fisicamente lontano e psicologicamente estraneo. Quello che per Fatima è un simbolo svuotato o meglio un atto di sottomissione della donna, si è trasformato per la ragazza, che inizia ad affrontare la vita, un punto di stabilità. Il turbamento di Fatima è profondo e fa emergere il senso di un'esistenza spesa a favore dell'emancipazione femminile.

Due mondi a confronto, dapprima l'universo più intimo e familiare nel quale si assiste al dialogo acceso e serrato tra una madre e la propria figlia, ma anche la doppia dimensione geografica-culturale occidentale ed islamica. Il testo, scritto da Sabina Negri, si ispira al romanzo di Leila Djitli. Attraverso l'idea drammaturgica del "velo", l'opera si apre ad un contraddittorio, mette in luce un conflitto ben più articolato, sa toccare le corde più intime di un rapporto complesso e fragile tra madre e figlia, cogliendone le sfumature sentimentali più delicate. La scrittura è agile e contiene anche qualche "graffio" stilistico dell'autrice, che sa infondere tratti ironici anche alle situazioni più dense.

La rigorosa messa in scena del regista Lorenzo Loris (che ha appena ricevuto il prestigioso Premio della Critica 2011) pone al centro della scena le due donne, all'interno di un ambiente che, restituendoci gli interni familiari, lascia anche spazio a immagini e musiche che evocano l'universo esterno. Una prova d'attrice per l'intensa Caterina Vertova e un'occasione stimolante per la febbrile Jasmine di Alice Torriani.