LA VOIX HUMAINE e CAVALLERIA RUSTICANA

GIOVEDÌ 15 NOVEMBRE 2018 ORE 20:30 - SABATO 17 NOVEMBRE 2018 ORE 20:30
LA VOIX HUMAINE e CAVALLERIA RUSTICANA

LA PRODUZIONE DEL FRASCHINI

La Fondazione Teatro Fraschini quest’anno allestisce l’inedito dittico Cavalleria rusticana e La voix Humaine. La regia è affidata alla palermitana Emma Dante, che interpreterà con la consueta intensità il dramma di due figure femminili, così distanti ma entrambe in balia dei sentimenti. La direzione è di Francesco Cilluffo, che si è diplomato in direzione e composizione a Torino e successivamente si è specializzato a Londra presso la Guildhall School of Music and Drama e presso il King’s College.

LA VOIX HUMAINE

L’ultimo drammatico colloquio telefonico tra un uomo e una donna che si sono amati e che decidono di lasciarsi per sempre. Un ultimo addio attraverso il filo del telefono. In scena la donna, sola, che alterna momenti di estrema tenerezza ad altri di disperata passionalità. L’uomo rimane invisibile, ma la sua presenza viene evocata nelle pause della donna. Di tanto in tanto, il concitato colloquio si interrompe, ma nessuno dei due ha il coraggio di troncare questa ultima conversazione, fino al tragico epilogo.

CAVALLERIA RUSTICANA

L’Atto si svolge in un paesino della Sicilia, nel giorno di Pasqua. L’Opera comincia con la voce di compare Turiddu che intona una serenata alla sua bella Lola, pur sapendo che durante il suo servizio militare, lei ha sposato Alfio. Tra la folla di paesani in festa compare anche Santuzza, l’attuale fidanzata di Turiddu. Sentendosi in una posizione quanto mai complicata, Santuzza decide di chiedere consiglio a Lucia, la madre di Turiddu. Lucia afferma che Turiddu è andato a comprare il vino per la festa; quando Santuzza le controbatte che compare Turiddu è stato visto aggirarsi in paese, Lucia – temendo che qualcuno possa ascoltare le loro parole – la zittisce chiedendole di entrare in casa. Santuzza però rifiuta l’invito. In casa di Lucia arriva Alfio, venuto a far visita alla madre di Turiddu. Alfio le domanda del vino per la festa, Lucia ripete nuovamente che se ne stava occupando Turiddu. Alfio le replica di averlo visto quella mattina stessa, aggirarsi attorno alla sua casa. Appena Alfio esce di scena, Santuzza rivela a Lucia della relazione in corso tra Turiddu e Lola. Lucia, attonita, si rivolge alla Madonna per il peccato commesso da suo figlio. Entrano quindi in scena Turiddu, che bisticcia con Santuzza, e Lola che si attacca anche lei con Santuzza. Lola esce di scena per recarsi in chiesa; a questo punto la lite tra Turiddu e Santuzza diventa violenta. Quando Turiddu arriva ad usare violenza fisica su Santuzza, lei gli augura la mala pasqua. Anche Turiddu alfine si reca in chiesa. Santuzza, profondamente ferita e amareggiata, svela ad Alfio la relazione in corso tra sua moglie e Turiddu. Finita la funzione, Turiddu si occupa di offrire vino ai paesani, con il secondo fine di passare più tempo in compagnia di Lola. Viene offerto del vino anche ad Alfio, ma questi lo rifiuta. Turiddu allora fa per abbracciarlo, come gesto distensivo; questo si rivela essere uno stratagemma per mordergli l’orecchio e sfidarlo quindi a duello. Ormai completamente ubriaco, Turiddu abbraccia la madre e le raccomanda di badare a Santuzza. La scena si chiude con urlo provenire dalla folla di popolani: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.

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