La nuova stagione 2026/27 del Teatro Fraschini si apre a settembre con la musica. Confermata anche quest’anno per la quinta edizione la rassegna sinfonica Preludi d’Autunno – Intersezioni Sinfoniche, che propone cinque concerti con orchestre di livello internazionale. La rassegna è concepita come un dialogo a distanza con i cinque titoli della Stagione Opera, con rimandi musicali, atmosfere e connessioni tra il grande repertorio sinfonico-corale e i titoli operistici in cartellone, trasformando così Preludi d’Autunno in una vera e propria soglia narrativa della stagione.

Domenica 20 settembre ore 18
BYRONMANIA
Intersezione → L’italiana in Algeri
Programma
G. Rossini – Il pianto delle Muse in morte di Lord Byorn
R. Schumann – Manfred Ouvertüre
H. Berlioz – Harold en Italie
ORCHESTRA SINFONICA DI MILANO
Direttore: Jacopo Brusa
Viola: Danilo Rossi
Tenore: Mert Süngü
Sei Muse*:
Soprano I – Gloria Carminati;
Soprano II – Serena Perazzoni;
Mezzosoprano – Anastasia Narmack;
Tenore I – Alessandro Magotti;
Tenore II – Marco Guerra;
Basso – Mario Mestroni
* Allievi del Conservatorio di Musica “Franco Vittadini” di Pavia
Rossini, Byron e l’immaginario romantico
Byronmania si collega a L’italiana in Algeri attraverso Rossini, ma allarga lo sguardo al grande mito romantico di Lord Byron. Di quest’ultimo il concerto esplora tre differenti forme di presenza nella musica dell’Ottocento: Rossini rende omaggio all’uomo e al mito europeo, componendo Il pianto delle Muse dopo la morte del poeta; Schumann entra direttamente nella sua opera letteraria, traducendo in musica il tormentato universo di Manfred; Berlioz assume invece l’eroe byroniano come figura del viaggiatore romantico, affidando alla viola solista di Harold en Italie la voce di un personaggio che attraversa paesaggi e situazioni conservando la propria individualità.
Byronmania permette così di avvicinarsi a Rossini da una prospettiva meno consueta, attraverso una pagina lontana dalla sua produzione comica e immersa nel clima culturale europeo che, dopo la morte di Byron, aveva trasformato il poeta in una delle grandi figure dell’immaginario romantico.

Giovedì 24 settembre ore 20.30
BRITTEN IN LOVE
Intersezione → Death in Venice
Programma
B. Britten – Variazioni su un tema di Frank Bridge
L. van Beethoven – Sonata Kreutzer
FRANZ LISZT CHAMBER ORCHESTRA
Maestro concertatore: Péter Tfirst
Il ritratto dell’altro, da Frank Bridge a Death in Venice
Britten in love porta al centro della rassegna Benjamin Britten con le Variazioni su un tema di Frank Bridge, nate da una relazione decisiva nella biografia del compositore: quella con Frank Bridge, suo maestro e mentore. Prendendo un tema di Bridge, Britten lo trasforma in una successione di caratteri differenti, costruendo attraverso la musica una sorta di ritratto affettuoso e sfaccettato. Da qui il titolo Britten in Love acquista un significato più profondo: al centro è il rapporto con l’altro e la sua trasformazione attraverso lo sguardo. Un tema che, molti anni più tardi, diventerà radicale in Death in Venice, l’ultima opera di Britten, tratta dal racconto di Thomas Mann: Aschenbach osserva Tadzio e trasforma progressivamente il ragazzo nell’immagine di una bellezza assoluta e irraggiungibile. La Kreutzer di Beethoven introduce un’ulteriore forma di relazione musicale: il confronto serrato fra violino e pianoforte, due individualità che si cercano, si oppongono e dialogano con un’intensità quasi concertante.

Sabato 26 settembre ore 20.30
ENIGMI
Intersezione → Turandot
Programma
P. I. Tchaikovsky – Concerto per Violino e Orchestra in re maggiore, Op. 35
P. I. Tchaikovsky – Sinfonia n. 6 in si minore, op. 74 “Patetica”
ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA
Direttore: Krzysztof Urbański
Violino: Francesca Dego
L’attesa, il mistero, ciò che la musica non rivela
Enigmi porta sul palco il Concerto per violino e la Sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij, ed è proprio in quest’ultima che il titolo della serata trova un riferimento tanto preciso quanto suggestivo. Nel febbraio del 1893, mentre lavorava alla Sesta Sinfonia, Čajkovskij scriveva al nipote Vladimir Davydov di aver concepito un programma destinato a rimanere «un enigma per tutti», lasciando agli ascoltatori il compito di indovinarlo. Un significato intimo che il compositore scelse di non svelare e che accompagna ancora oggi una delle sue opere più enigmatiche e profondamente personali. Da questo enigma custodito dalla musica prende forma l’intersezione con Turandot, dove l’enigma diventa invece azione teatrale e determina il destino dei personaggi. Le tre domande della principessa separano i pretendenti dalla conquista di Turandot – e dalla vita – finché Calaf riesce a risolverle e rovescia il gioco: sarà ora la principessa a dover sciogliere un ultimo enigma, scoprire il suo nome.

Giovedì 1 ottobre ore 20.30
AMORI E DANZE
Intersezione → Un ballo in maschera
Programma
G. F. Händel – Sinfonie, Arie e Danze da
Radamisto
Partenope
Agrippina
Ariodante
Rinaldo
Amdigi di Gaula
Almira
Alcina
Orlando
Giulio Cesare
ORCHESTRA GHISLIERI
Direttore: Giulio Prandi
Controtenore: Carlo Vistoli
Le passioni, da Händel a Verdi
L’intersezione con Un ballo in maschera prende forma proprio intorno alle due parole che danno il titolo alla serata. Amori e danze attraversano il teatro di Händel, dove la voce dà forma alle molte declinazioni della passione – desiderio, seduzione, gelosia, furore, abbandono – mentre la danza partecipa alla costruzione dello spettacolo e ne scandisce il movimento. Più di un secolo dopo, in Un ballo in maschera, Verdi porta amore e danza a incontrarsi nel cuore stesso della tragedia. Nel terzo atto, durante la grande festa mascherata, il coro canta «Fervono amori e danze»: intorno, la musica e il ballo continuano, mentre Riccardo e Amelia vivono il loro ultimo incontro e Renato si prepara a compiere la propria vendetta. La leggerezza della festa e la tensione del dramma procedono così simultaneamente, fino a quando il ballo diventa il luogo nel quale amore, gelosia e morte finiscono per convergere. Da Händel a Verdi, Amori e Danze mette così in relazione due modi storicamente differenti di trasformare passioni e movimento in teatro: dalla successione di arie e danze dell’opera barocca alla drammaturgia verdiana, dove la danza non fa più soltanto da cornice all’azione, ma diventa lo spazio stesso nel quale il destino dei personaggi si compie.

Sabato 3 ottobre ore 20.30
MASQUERADE
Intersezione → Cavalleria Rusticana e Pagliacci
Programma
I. Stravinsky – Suite da Pulcinella
A. Dvořák – Otello Ouvertüre
A. Khachaturian – Masquerade Suite
ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA
Direttore: Nayden Todorov
Dalla maschera alla verità
Masquerade chiude Preludi d’Autunno con tre pagine che costruiscono, una dopo l’altra, un percorso dalla maschera alla gelosia, dalla rappresentazione alla verità.
Con Pulcinella entra in scena la maschera della Commedia dell’Arte: Stravinskij guarda al Settecento e ne rielabora i materiali attraverso il proprio linguaggio, facendo del passato una materia nuova. Con l’Otello di Dvořák il percorso cambia registro e porta al centro la gelosia, passione che altera lo sguardo sull’altro e conduce alla distruzione. Nella Masquerade Suite di Chačaturjan, nata dalle musiche di scena per l’omonimo dramma di Michail Lermontov, maschera e gelosia si incontrano: il sospetto del tradimento trasforma progressivamente il gioco delle apparenze in tragedia.
È su questo terreno che Masquerade incontra Cavalleria rusticana e Pagliacci, opere nelle quali gelosia, tradimento e violenza diventano motori dell’azione drammatica. Ma è soprattutto in Pagliacci che il percorso trova il suo esito più radicale: il teatro entra nel teatro e la rappresentazione finisce per coincidere con la vita. Canio sale sul palcoscenico nei panni di un marito tradito mentre sta vivendo, fuori dalla finzione scenica, quello stesso dramma.
La maschera, che in Pulcinella appartiene ancora al gioco e alla convenzione teatrale, arriva così in Pagliacci a non poter più separare il personaggio dall’uomo: la finzione cede alla realtà e il teatro, anziché nascondere, finisce per rivelare la verità.


